Vantaggi dello scambio di casa: anche scambio di cibo?
pubblicato da adminarchiviati nel Scambio di casa, Vantaggi
Quando si fa scambio di casa esiste solo una regola: lasciare la casa o l’appartamento così come lo si é trovato. Dato che l’altra famiglia o persona starà nella nostra casa, noi dobbiamo prenderci cura della loro come fosse la nostra.
E mi sembra una regola all’insegna della buona educazione e del rispetto reciproco.
Ma che succede con il cibo?
Ci avete pensato? Lasciare il frigo vuoto è facile (basta mangiarsi tutto prima di partire!
), ma delle provviste negli armadietti o credenze della cucina che si fa?
Nessuna regola è stata scritta al riguardo (tipo: vietato toccare le provviste! Giú le mani dal mio rifornimento!Vietato toccare la Nutella! Etc. etc.), benché si possa pensare di farlo. Peró, a mio avviso, è molto meglio non porre regole ed affidarsi al buon senso… Del resto quanto roba avremo accumulato? 10 tonnellate?!? Non credo proprio.
E poi, comparata col risparmio totale che avremo sui costi dell’alloggio grazie allo scambio di casa, sarà comunque un affarone.
Anzi. Io penso che potrebbe essere estremamente curioso ed interessante proporre anche uno scambio di… cibo!
Un opzione puó essere quella di esplicitare che c’è libero accesso alle provviste alimentari “ordinarie” (chiaramente deve essere un mutuo accordo tra le due famiglie!) oppure si può pensare a qualcosa di ancora più originale…
Che ne direste di preparare un ASSAGGIO di cibi tipici della nostra zona o pease? Che occasione migliore di questa ci puó essere per conoscere le usanze gastronomiche di un luogo?
Pensate che lusso… Arrivare in un paese straniero in una casa vera anziché in una stanza d’albergo e trovarsi lì sul tavolo (o nella credenza o nel frigo…) un assaggio di cibi tradizionali del posto scelti e consigliati da gente “indigena”! E soprattutto… Senza spendere come spenderemmo se comprassimo quelle cibarie da soli, magari capitando in un ristorante “pela-turisti” o in un negozio di gourmetteria super costoso… Ed in ogni caso questo piccolo gesto ci assicura un assaggio originale del cibo tipico della zona, scelto da gente del posto, quindi (quasi sicuramente) azzeccato.
Pensate se alla famiglia che viene a stare in casa nostra lasciassimo come cibo di scambio un soffice pandoro veronese…
O una deliziosa pastiera napoletana…
O una polenta trentina… (cose che comunque si conservano per qualche giorno senza problemi).
E pensate…
Se la famiglia spagnola dove andiamo ci facesse trovare una succulenta butifarra? O una ensaimada maiorchina?
O se la nostra famiglia di scambio britannica ci facesse provare (senza dirci con cos’è fatto di preciso
) un black pudding?
O…?
Non sarebbe originale e divertente?
Sia preparare un assaggio per chi -straniero- viene in casa nostra e potrà così conoscere la nostra regione o il nostro Stato attraverso la cucina del luogo, sia per noi che -stranieri- possiamo essere orientati nelle usanze culinarie e gastronomiche del posto dove andiamo.
Lo stesso si potrebbe proporre con le bevande, la birra, il vino, la frutta di stagione…
Che ne dite dell’idea?
E voi… Che cosa lascereste alla famiglia con cui fate scambio di casa sul tavolo della vostra cucina (o nel vostro frigorifero) come assaggio di benvenuto?






































