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Rischi d´estate. Ecco come tutelarsi

pubblicato da italia
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Annegamenti, fulmini, serpenti e insetti. I mesi estivi nascondono mille insidie. Come difendersi dagli inconvenienti stagionali

Serpenti e vipere
Tra i pericoli legati alla stagione calda vi è indubbiamente il rischio di essere morsi da serpenti e vipere. In Italia le specie di serpenti zanzarasono numerose, ma soltanto 4 di queste sono velenose. Le vipere, invece, il cui morso è mortale solo in rari casi, sono diffuse in tutte le regioni, con l’eccezione della Sardegna, sia in pianura che in montagna. Il suo habitat naturale è rappresentato da pietraie, sterpi, arbusti ed erba alta, luoghi incolti e relativamente poco frequentati dall’uomo. Di conseguenza, i casi di morsi di vipera geograficamente si concentrano lontano dai grandi centri urbani. La probabilità di essere morsi varia in relazione all’attività praticata: quelle all’aperto, in particolare agricoltura, pastorizia, escursionismo, facilitano il contatto.

Punture d’insetto, meduse e pipistrelli.
Le punture di api (molto pericolosa è la mellifica), vespe, calabroni e bombi possono risultare pericolose perché in grado di scatenare reazioni allergiche. Il rimedio in questi casi è estrarre il pungiglione e applicare ghiaccio sulla parte colpita.  Le zanzare, presenze immancabili delle stagioni estive, sono sempre state considerate animali fastidiosi ma innocui. Negli ultimi anni la situazione è notevolmente cambiata.
Il ragno di Volterra è un’altra insidia estiva. Farmaci a base di gluconato di calcio e solfato di magnesio sono le soluzioni di primo soccorso. Imbattersi in una melassa galleggiante improvvida può provocare un lieto ricordino estivo.  L’esperienza di un pipistrello che volteggia dentro le mura domestiche può essere rivoltante, ma innocua. Questi animali si nutrono soltanto di insetti, ignorando completamente la presenza dell’uomo.

Fulmini
Sono circa mille all’anno i morti nel mondo causati da fulmini caduti durante uno dei 16 milioni di temporali che annualmente imperversano nella Terra, principalmente nella fascia equatoriale. In Italia, dal primo gennaio al 2 agosto 2007, sono caduti oltre 578 mila fulmini. Negli ultimi 30 anni a perdere la vita per folgorazione sono state 600 persone, in maggioranza uomini (80,3%), la cui età media supera di poco i 40 anni. Eventi drammatici che sono oggi meno frequenti che in passato.

Annegamenti

fulmineSono circa mille ogni anno in Italia i casi di incidenti in acqua che si concludono con decessi e ricoveri. Secondo uno studio del reparto Ambiente e Traumi dell’Istituto Superiore di Sanità effettuato sulla base della consultazione delle schede di morte e delle schede di dimissione ospedaliera nel periodo compreso tra il 1969 e il 2002, per annegamento sono morte 25.850 persone, quattro su cinque di sesso maschile. L’annegamento è un fenomeno collegato alle attività di balneazione nell’ambiente marino, ma non appare così strettamente legato alla presenza di coste e spiagge.

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